{"id":602,"date":"2012-10-26T07:28:18","date_gmt":"2012-10-26T05:28:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.laziointernational.it\/2012\/10\/26\/leconomia-russa-nel-2012-1346\/"},"modified":"2012-10-26T07:28:18","modified_gmt":"2012-10-26T05:28:18","slug":"leconomia-russa-nel-2012-1346","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/2012\/10\/26\/leconomia-russa-nel-2012-1346\/","title":{"rendered":"L&#8217;economia russa nel 2012"},"content":{"rendered":"<p>In contrasto con la recessione che affligge molte economie dell&#8217;Eurozona, la Russia registrer\u00e0 alla fine di quest&#8217;anno una crescita stabile, anche se non sostenuta. Secondo il Fondo Monetario Internazionale l&#8217;aumento del PIL dovrebbe attestarsi a +3,7% e, nel 2013, raggiungere il 3,8%.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il <strong>prezzo del petrolio<\/strong> si prevede al di sopra dei cento dollari a barile per questo e per i prossimi anni, ma in calo. In questo quadro, la crisi europea e mondiale dovrebbe trasmettersi attenuata alla Russia. Probabilmente a fine anno <strong>l&#8217;inflazione<\/strong> sar\u00e0 sensibilmente pi\u00f9 elevata dell&#8217;anno passato (sopra il 5%), ma molto inferiore ai livelli degli anni precedenti. Fra inflazione stabile, aumenti salariali, e un credito pi\u00f9 accessibile, \u00e8 cresciuto il potere d&#8217;acquisto delle famiglie, che ne hanno approfittato per espandere i <strong>consumi<\/strong>. La Banca Centrale Russa potrebbe cercare di invertire la tendenza alla fuoriuscita di ingenti capitali stimolata dalla crisi internazionale, con un rialzo dei tassi d&#8217;interesse (adesso fermi all&#8217;8%). I <strong>tassi d&#8217;interesse<\/strong> stanno comunque aumentando di fatto per famiglie e imprese. La riduzione della liquidit\u00e0 bancaria, il rialzo dei tassi interbancari, e un ridotto accesso al mercato internazionale dei capitali, hanno costretto le banche private russe a richiedere interessi<strong> pi\u00f9 alti gi\u00e0 dalla fine del 2011<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Dopo le elezioni presidenziali, il presidente Putin ha nominato primo ministro il suo predecessore Dmitri Medvedev. Medvedev ha costruito un governo nel segno di una evidente continuit\u00e0. Il primo ministro ha annunciato ad agosto che la Russia non abbandoner\u00e0 tanto presto il sistema di <strong>controllo del cambio<\/strong> basato sul corridoio valutario (compreso fra i 31,65 e i 38,65 rubli per il paniere valutario). Questo per evitare che, come nella primavera 2012, il rublo si rivaluti eccessivamente e eroda i vantaggi degli esportatori (oppure, si svaluti eccessivamente creando problemi all&#8217;indebitamento delle grandi aziende). Come l&#8217;anno scorso, anche quest&#8217;anno si prevede che il <strong>bilancio federale<\/strong> russo chiuda con un significativo surplus. Fra gennaio e giugno, l&#8217;attivo ha raggiunto i 29 miliardi di euro. Il <strong>salario reale<\/strong> \u00e8 cresciuto nei primi sei mesi del 2012 dell&#8217;11,3% rispetto all&#8217;analogo periodo del 2011. Crescono anche le pensioni (che beneficiano in maniera evidente della frenata dell&#8217;inflazione) e i redditi nel loro complesso. L&#8217;indebitamente delle famiglie \u00e8 cresciuto due volte pi\u00f9 velocemente nel semestre che nell&#8217;analogo periodo del 2011 e le spese per l&#8217;acquisto di immobili sono cresciute del 18% nel primo semestre 2012 rispetto al primo semestre 2011.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" hspace=\"0\" vspace=\"0\" style=\"width: 366px;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>I <strong>mercati che sono cresciuti di pi\u00f9 nel primo semestre 2012<\/strong> sono quello delle verdure fresche (+43,7%), degli apparecchi fotografici (+20,0%), dei computer (+16,6%), delle automobili (+16,9%), della frutta fresca (+11,0 %). Si potrebbe osservare che il consumatore russo si orienta, secondo le possibilit\u00e0 economiche, verso un modello di tipo nordeuropeo, concentrato su tecnologia e salutismo. In questo contesto prosegue il <strong>costante incremento delle importazioni <\/strong>(+3,6% nel primo semestre 2012) a quota 145,457 miliardi di dollari. L&#8217;export, pari a 261,378 miliardi di dollari, \u00e8 cresciuto del 7,3%. La bilancia commerciale rimane comunque positiva per 115,9 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Nel periodo gennaio-luglio 2012 \u00e8 proseguita la crescita nella <strong>produzione<\/strong> di mezzi di trasporto (+21,4%), di minerali non metallici (+8,4%), di carta e cellulosa (+5,6%), di resine e plastiche (+5,3%), di impianti elettrici (+5,2%). In positivo \u00e8 anche la produzione di macchine e impianti (+3,0%), la lavorazione del legno (2,9%). Un aumento l&#8217;hanno registrato la produzione di coke, petrolio e derivati (+2,1%) e quella dei prodotti chimici (1,8%). E&#8217; scesa invece la produzione di tessili e abbigliamento (-4,8%) e quella di cuoio, pellami e calzature (-12,7%). Il tentativo di stimolare gli investimenti passa per le <strong>privatizzazioni<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Si tratta del 100% delle azioni della SG-rans SpA, del 25,5% della Aviakompanja Sibir SpA, del 20% della Apatit Spa, del 100% della Arkhangel&#8217;skij tralovyj flot SpA, del 25,5% della urmanskij morskoj torgovyj port SpA, del 100% della Permskij svinokompleks SpA, del 55% del Vaninskij morskoj torgovyj port SpA, del 25,1% della GK- 5 SpA e del 25,5% della senergostroj SpA. La politica di modernizzazione e stimolo agli investimenti privati si \u00e8 concretizzata anche in un piano di <strong>promozione della digitalizzazione<\/strong> e semplificazione nei servizi locali e nazionali.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La principale realizzazione \u00e8 stata il <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.gosuslugi.ru\/pgu\">portale Gosuslugi<\/a><\/span> che permette di accedere on line a una vasta gamma di servizi ai cittadini e alle imprese. Con 61 milioni di utenti, la Russia \u00e8 gi\u00e0 il primo paese in Europa e, secondo il rapporto <strong>WebIndex<\/strong> pubblicato a settembre 2012, l&#8217;importanza del web russo ha guadagnato 11 posizioni nel ranking mondiale (adesso \u00e8 al 31simo posto su 85 paesi, mentre l&#8217;Italia \u00e8 al 23simo). Il governo si propone di raggiungere il 90-95% della popolazione con la banda larga entro il 2020.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" hspace=\"0\" vspace=\"0\" style=\"width: 366px;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Gli investimenti esteri <\/strong><\/p>\n<p>Il rapporto annuale <strong>Doing Business 2012<\/strong>, che misura gli adempimenti burocratici necessari ad aprire un&#8217;attivit\u00e0, conferma un giudizio piuttosto negativo sulla Russia (120 posto). Nella classifica regionale, le tre citt\u00e0 migliori per aprire un&#8217;azienda sono <strong>Ulyanovsk, Saransk, e Vladikavkaz<\/strong>. Pietroburgo \u00e8 al 22 posto, trascinata in basso dalla difficolt\u00e0 di registrare le propriet\u00e0, mentre Mosca \u00e8 ultima, per via delle difficolt\u00e0 a costruire e degli adempimenti legati all&#8217;elettricit\u00e0. Ciononostante il 3,5% degli investimenti mondiali si sono concentrati in Russia che oggi figura all&#8217;ottavo posto fra i paesi pi\u00f9 attraenti per gli investimenti diretti esteri. La posizione della Russia nell&#8217;<strong>indice di competitivit\u00e0 del World Economic Forum<\/strong>, peggiora e il paese scivola dal 63 al 66 posto su 142 paesi. Secondo il WEF, i punti critici rimangono le istituzioni, con il problema della corruzione, della protezione della propriet\u00e0 e della salute. Inoltre, molto negativamente sono giudicate l&#8217;efficienza del mercato delle merci e dei capitali (rispettivamente 127 e 128 posto su 142). Anche le banche sono ritenute poco efficienti (129 posto su 142). Il paese rimane invece estremamente attraente per la dimensione del mercato: ha infatti l&#8217;ottavo posto, superando l&#8217;Italia (9).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Interscambio commerciale <\/strong><\/p>\n<p>Secondo il Servizio federale delle Dogane russo nei primi 6 mesi 2012, il volume del commercio estero \u00e8 stato pari a 406,8 miliardi di dollari, cio\u00e8 il 5,9% in pi\u00f9 che nei primi 6 mesi del 2011:<\/p>\n<p>le esportazioni sono state pari a 261,337 miliardi di dollari (+7,3%)<\/p>\n<p>le importazioni sono state pari a 145,4 miliardi di dollari (+3,6%).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il saldo positivo della bilancia commerciale \u00e8 di 115,920 miliardi di dollari (nei primi 6 mesi 2011 il saldo era stato pari a 103,3 miliardi di dollari). Per quanto riguarda i rapporti commerciali con tutti i paesi esclusi quelli della Csi, nel primo semestre 2012 l&#8217;interscambio \u00e8 stato pari a 349,7 miliardi di dollari (+7,6%). Con i soli paesi della Unione europea l&#8217;interscambio \u00e8 stato pari a 200,434 miliardi di dollari, il 6,8% in pi\u00f9 che nel primo semestre 2011, e ha costituito il 49,3% dell&#8217;intero interscambio della Russia. Sempre nei primi 6 mesi 2012, l&#8217;esportazione della Russia nell&#8217;Unione Europea \u00e8 stata pari a 139,934 miliardi di dollari (+8,2%) e l&#8217;importazione \u00e8 stata pari a 60,500 miliardi di\u00a0dollari (+3,9%). In particolare <strong>l&#8217;interscambio con l&#8217;Italia nei primi sei mesi 2012<\/strong> \u00e8 stato pari a 21.341,9 milioni di dollari, cio\u00e8 il 5,2% dell&#8217;interscambio totale russo e il +3,4% rispetto ai valori del primo semestre 2011. La maggiore incidenza sulle <strong>esportazioni italiane<\/strong> in Russia nel primo semestre 2012 continuano ad averla i prodotti dell&#8217;industria manifatturiera con il 98,1%, pari a 4.537,739 milioni di euro. Le esportazioni di <strong>macchine e macchinari<\/strong> con 1.311,038 milioni di euro (+8,9% rispetto al primo semestre 2011) hanno una incidenza sul totale dell&#8217;export italiano pari al 28,3% e sono la prima voce. I <strong>prodotti tessili, abbigliamento, cuoio e accessori<\/strong> con 1.013,926 milioni di euro (+14,4%) rappresentano la seconda voce con il 21,9% percento. Nello specifico i prodotti dell&#8217;industria tessile e dell&#8217;abbigliamento con 655,070 milioni di euro costituiscono il 14,1% (+13,6%), gli articoli in pelle (escluso l&#8217;abbigliamento), con 358,855 milioni di euro, costituiscono il 7,7% del totale export italiano (+15,9%). Vengono poi le esportazioni di metalli e prodotti in metallo, con 303,824 milioni di euro e un&#8217;incidenza del 6,5% (+2,3%), quelle di mezzi di trasporto con 300,297 milioni di euro e un&#8217;incidenza del 6,9% (rispetto al primo semestre 2011 sono cresciute dell&#8217;11,5%), e quelle di mobili pari a 282,103 milioni di euro (+7,6%) con un&#8217;incidenza del 6 percento. L&#8217;esportazione di apparecchi elettrici di precisione con 277,442 milioni di euro (-6,5%) e una incidenza del 5,9% \u00e8 la quinta voce, seguita da quella di prodotti chimici pari a 245,760 milioni di euro (+16,1%) e un&#8217;incidenza del 5,3 percento. Gli articoli in gomma, plastica e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi pari a 236,965 milioni di euro (+8%) costituiscono il 5,12% del totale export italiano. I prodotti alimentari, bevande e tabacco con 215,308 milioni di euro hanno un&#8217;incidenza del 4,6% (+9,8% rispetto allo stesso periodo del 2011), nella fattispecie l&#8217;esportazione di soli prodotti alimentari \u00e8 stata pari a 160,761 milioni di euro con una incidenza del 3,47% e un aumento rispetto al primo semestre 2011 del 19%, quella di bevande \u00e8 stata pari a 54,547 milioni di euro con una incidenza del 1,17% e una diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2011 del 10%. Vengono poi con il 2% del totale le altre attivit\u00e0 manifatturiere (escluso i mobili) con 96,749 milioni di euro (+3,1%) e con una incidenza dell&#8217;1,8% i prodotti farmaceutici con 85,642 milioni di euro (+5,5%) mentre gli apparecchi elettronici e i computer con 76.240 milioni di euro (+27,2%) costituiscono l&#8217;1,6%. I prodotti agricoli, della pesca e della silvicoltura con 59,458 milioni di euro e un aumento del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2011 hanno un&#8217;incidenza sul totale pari all&#8217;1,28%, seguono carta, stampa editoria con 48,935 milioni di euro (1,05%, e +21,7% rispetto al primo semestre 2011).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Prospettive <\/strong><\/p>\n<p>Un governo marcatamente in linea con quanto fatto negli anni passati non sembra in grado di affrontare con risolutezza i problemi che principalmente affliggono l&#8217;economia russa: la corruzione, la scarsa difesa dei diritti di propriet\u00e0, la cattiva qualit\u00e0 del sistema giudiziario, le difficolt\u00e0 della concorrenza, per\u00f2 adotter\u00e0 un corso sostanzialmente prevedibile, proseguendo la lotta all&#8217;inflazione, la stabilit\u00e0 del bilancio grazie alla rendita petrolifera e una cauta via di riforme che non intacchino per\u00f2 le rendite di posizione delle grandi aziende russe, pubbliche o formalmente private. Si prospettano due principali scenari, che dipendono dall&#8217;evoluzione della crisi economica mondiale.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>1 Se il resto del mondo (l&#8217;Europa e l&#8217;Asia, inclusa la Cina, in particolare) dovessero conoscere una recessione molto forte, per l&#8217;aggravarsi contemporaneo di pi\u00f9 elementi di difficolt\u00e0 (crisi dei debiti sovrani in Europa, recessione cinese, aggravamento dei problemi del bilancio americani), la Russia risentirebbe fortemente della situazione ed emergerebbero i punti deboli di un&#8217;economia che dipende molto dal prezzo delle materie prime e dove la popolazione ha visto, negli ultimi anni, un&#8217;improvvisa disponibilit\u00e0 di credito al consumo.<\/p>\n<p>2 Se invece, la recessione mondiale sar\u00e0 pi\u00f9 rapida e indolore, la Russia se la caver\u00e0 probabilmente meglio di altri paesi, potendo approfittare di una situazione internazionale che mantiene comunque relativamente alti i prezzi del petrolio e del gas, su una crescente domanda interna, una forza lavoro educata e innovativa, e anche su un risveglio della produzione nazionale in determinati settori (auto e meccanica, ad esempio).<\/p>\n<p>Le ipotesi pi\u00f9 accreditate sono che il paese continui a crescere stabilmente, ma su livelli lontani da quelli degli anni precedenti al 2008.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In contrasto con la recessione che affligge molte economie dell&#8217;Eurozona, la Russia registrer\u00e0 alla fine di quest&#8217;anno una crescita stabile, anche se non sostenuta. Secondo il Fondo Monetario Internazionale l&#8217;aumento del PIL dovrebbe attestarsi a +3,7% e, nel 2013, raggiungere il 3,8%.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nIl prezzo del petrolio si prevede al di sopra dei cento dollari a barile per questo e per i prossimi anni, ma in calo. In questo quadro, la crisi europea e mondiale dovrebbe trasmettersi attenuata alla Russia. Probabilmente a fine anno l&#8217;inflazione sar\u00e0 sensibilmente pi\u00f9 elevata dell&#8217;anno passato (sopra il 5%), ma molto inferiore ai livelli degli anni precedenti. Fra inflazione stabile, aumenti salariali, e un credito pi\u00f9 accessibile, \u00e8 cresciuto il potere d&#8217;acquisto delle famiglie, che ne hanno approfittato per espandere i consumi. La Banca Centrale Russa potrebbe cercare di invertire la tendenza alla fuoriuscita di ingenti capitali stimolata dalla crisi internazionale, con un rialzo dei tassi d&#8217;interesse (adesso fermi all&#8217;8%). I tassi d&#8217;interesse stanno comunque aumentando di fatto per famiglie e imprese. La riduzione della liquidit\u00e0 bancaria, il rialzo dei tassi interbancari, e un ridotto accesso al mercato internazionale dei capitali, hanno costretto le banche private russe a richiedere interessi pi\u00f9 alti gi\u00e0 dalla fine del 2011.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nDopo le elezioni presidenziali, il presidente Putin ha nominato primo ministro il suo predecessore Dmitri Medvedev. Medvedev ha costruito un governo nel segno di una evidente continuit\u00e0. Il primo ministro ha annunciato ad agosto che la Russia non abbandoner\u00e0 tanto presto il sistema di controllo del cambio basato sul corridoio valutario (compreso fra i 31,65 e i 38,65 rubli per il paniere valutario). Questo per evitare che, come nella primavera 2012, il rublo si rivaluti eccessivamente e eroda i vantaggi degli esportatori (oppure, si svaluti eccessivamente creando problemi all&#8217;indebitamento delle grandi aziende). Come l&#8217;anno scorso, anche quest&#8217;anno si prevede che il bilancio federale russo chiuda con un significativo surplus. Fra gennaio e giugno, l&#8217;attivo ha raggiunto i 29 miliardi di euro. Il salario reale \u00e8 cresciuto nei primi sei mesi del 2012 dell&#8217;11,3% rispetto all&#8217;analogo periodo del 2011. Crescono anche le pensioni (che beneficiano in maniera evidente della frenata dell&#8217;inflazione) e i redditi nel loro complesso. L&#8217;indebitamente delle famiglie \u00e8 cresciuto due volte pi\u00f9 velocemente nel semestre che nell&#8217;analogo periodo del 2011 e le spese per l&#8217;acquisto di immobili sono cresciute del 18% nel primo semestre 2012 rispetto al primo semestre 2011.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>I mercati che sono cresciuti di pi\u00f9 nel primo semestre 2012 sono quello delle verdure fresche (+43,7%), degli apparecchi fotografici (+20,0%), dei computer (+16,6%), delle automobili (+16,9%), della frutta fresca (+11,0 %). Si potrebbe osservare che il consumatore russo si orienta, secondo le possibilit\u00e0 economiche, verso un modello di tipo nordeuropeo, concentrato su tecnologia e salutismo. In questo contesto prosegue il costante incremento delle importazioni (+3,6% nel primo semestre 2012) a quota 145,457 miliardi di dollari. L&#8217;export, pari a 261,378 miliardi di dollari, \u00e8 cresciuto del 7,3%. La bilancia commerciale rimane comunque positiva per 115,9 miliardi di dollari.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nNel periodo gennaio-luglio 2012 \u00e8 proseguita la crescita nella produzione di mezzi di trasporto (+21,4%), di minerali non metallici (+8,4%), di carta e cellulosa (+5,6%), di resine e plastiche (+5,3%), di impianti elettrici (+5,2%). In positivo \u00e8 anche la produzione di macchine e impianti (+3,0%), la lavorazione del legno (2,9%). Un aumento l&#8217;hanno registrato la produzione di coke, petrolio e derivati (+2,1%) e quella dei prodotti chimici (1,8%). E&#8217; scesa invece la produzione di tessili e abbigliamento (-4,8%) e quella di cuoio, pellami e calzature (-12,7%). Il tentativo di stimolare gli investimenti passa per le privatizzazioni.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nSi tratta del 100% delle azioni della SG-rans SpA, del 25,5% della Aviakompanja Sibir SpA, del 20% della Apatit Spa, del 100% della Arkhangel&#8217;skij tralovyj flot SpA, del 25,5% della urmanskij morskoj torgovyj port SpA, del 100% della Permskij svinokompleks SpA, del 55% del Vaninskij morskoj torgovyj port SpA, del 25,1% della GK- 5 SpA e del 25,5% della senergostroj SpA. La politica di modernizzazione e stimolo agli investimenti privati si \u00e8 concretizzata anche in un piano di promozione della digitalizzazione e semplificazione nei servizi locali e nazionali.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nLa principale realizzazione \u00e8 stata il portale Gosuslugi che permette di accedere on line a una vasta gamma di servizi ai cittadini e alle imprese. Con 61 milioni di utenti, la Russia \u00e8 gi\u00e0 il primo paese in Europa e, secondo il rapporto WebIndex pubblicato a settembre 2012, l&#8217;importanza del web russo ha guadagnato 11 posizioni nel ranking mondiale (adesso \u00e8 al 31simo posto su 85 paesi, mentre l&#8217;Italia \u00e8 al 23simo). Il governo si propone di raggiungere il 90-95% della popolazione con la banda larga entro il 2020.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Gli investimenti esteri<br \/>\nIl rapporto annuale Doing Business 2012, che misura gli adempimenti burocratici necessari ad aprire un&#8217;attivit\u00e0, conferma un giudizio piuttosto negativo sulla Russia (120 posto). Nella classifica regionale, le tre citt\u00e0 migliori per aprire un&#8217;azienda sono Ulyanovsk, Saransk, e Vladikavkaz. Pietroburgo \u00e8 al 22 posto, trascinata in basso dalla difficolt\u00e0 di registrare le propriet\u00e0, mentre Mosca \u00e8 ultima, per via delle difficolt\u00e0 a costruire e degli adempimenti legati all&#8217;elettricit\u00e0. Ciononostante il 3,5% degli investimenti mondiali si sono concentrati in Russia che oggi figura all&#8217;ottavo posto fra i paesi pi\u00f9 attraenti per gli investimenti diretti esteri. La posizione della Russia nell&#8217;indice di competitivit\u00e0 del World Economic Forum, peggiora e il paese scivola dal 63 al 66 posto su 142 paesi. Secondo il WEF, i punti critici rimangono le istituzioni, con il problema della corruzione, della protezione della propriet\u00e0 e della salute. Inoltre, molto negativamente sono giudicate l&#8217;efficienza del mercato delle merci e dei capitali (rispettivamente 127 e 128 posto su 142). Anche le banche sono ritenute poco efficienti (129 posto su 142). Il paese rimane invece estremamente attraente per la dimensione del mercato: ha infatti l&#8217;ottavo posto, superando l&#8217;Italia (9).<br \/>\n\u00a0<br \/>\nInterscambio commerciale<br \/>\nSecondo il Servizio federale delle Dogane russo nei primi 6 mesi 2012, il volume del commercio estero \u00e8 stato pari a 406,8 miliardi di dollari, cio\u00e8 il 5,9% in pi\u00f9 che nei primi 6 mesi del 2011:<br \/>\nle esportazioni sono state pari a 261,337 miliardi di dollari (+7,3%)<br \/>\nle importazioni sono state pari a 145,4 miliardi di dollari (+3,6%).<br \/>\n\u00a0<br \/>\nIl saldo positivo della bilancia commerciale \u00e8 di 115,920 miliardi di dollari (nei primi 6 mesi 2011 il saldo era stato pari a 103,3 miliardi di dollari). Per quanto riguarda i rapporti commerciali con tutti i paesi esclusi quelli della Csi, nel primo semestre 2012 l&#8217;interscambio \u00e8 stato pari a 349,7 miliardi di dollari (+7,6%). Con i soli paesi della Unione europea l&#8217;interscambio \u00e8 stato pari a 200,434 miliardi di dollari, il 6,8% in pi\u00f9 che nel primo semestre 2011, e ha costituito il 49,3% dell&#8217;intero interscambio della Russia. Sempre nei primi 6 mesi 2012, l&#8217;esportazione della Russia nell&#8217;Unione Europea \u00e8 stata pari a 139,934 miliardi di dollari (+8,2%) e l&#8217;importazione \u00e8 stata pari a 60,500 miliardi di\u00a0dollari (+3,9%). In particolare l&#8217;interscambio con l&#8217;Italia nei primi sei mesi 2012 \u00e8 stato pari a 21.341,9 milioni di dollari, cio\u00e8 il 5,2% dell&#8217;interscambio totale russo e il +3,4% rispetto ai valori del primo semestre 2011. La maggiore incidenza sulle esportazioni italiane in Russia nel primo semestre 2012 continuano ad averla i prodotti dell&#8217;industria manifatturiera con il 98,1%, pari a 4.537,739 milioni di euro. Le esportazioni di macchine e macchinari con 1.311,038 milioni di euro (+8,9% rispetto al primo semestre 2011) hanno una incidenza sul totale dell&#8217;export italiano pari al 28,3% e sono la prima voce. I prodotti tessili, abbigliamento, cuoio e accessori con 1.013,926 milioni di euro (+14,4%) rappresentano la seconda voce con il 21,9% percento. Nello specifico i prodotti dell&#8217;industria tessile e dell&#8217;abbigliamento con 655,070 milioni di euro costituiscono il 14,1% (+13,6%), gli articoli in pelle (escluso l&#8217;abbigliamento), con 358,855 milioni di euro, costituiscono il 7,7% del totale export italiano (+15,9%). Vengono poi le esportazioni di metalli e prodotti in metallo, con 303,824 milioni di euro e un&#8217;incidenza del 6,5% (+2,3%), quelle di mezzi di trasporto con 300,297 milioni di euro e un&#8217;incidenza del 6,9% (rispetto al primo semestre 2011 sono cresciute dell&#8217;11,5%), e quelle di mobili pari a 282,103 milioni di euro (+7,6%) con un&#8217;incidenza del 6 percento. L&#8217;esportazione di apparecchi elettrici di precisione con 277,442 milioni di euro (-6,5%) e una incidenza del 5,9% \u00e8 la quinta voce, seguita da quella di prodotti chimici pari a 245,760 milioni di euro (+16,1%) e un&#8217;incidenza del 5,3 percento. Gli articoli in gomma, plastica e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi pari a 236,965 milioni di euro (+8%) costituiscono il 5,12% del totale export italiano. I prodotti alimentari, bevande e tabacco con 215,308 milioni di euro hanno un&#8217;incidenza del 4,6% (+9,8% rispetto allo stesso periodo del 2011), nella fattispecie l&#8217;esportazione di soli prodotti alimentari \u00e8 stata pari a 160,761 milioni di euro con una incidenza del 3,47% e un aumento rispetto al primo semestre 2011 del 19%, quella di bevande \u00e8 stata pari a 54,547 milioni di euro con una incidenza del 1,17% e una diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2011 del 10%. Vengono poi con il 2% del totale le altre attivit\u00e0 manifatturiere (escluso i mobili) con 96,749 milioni di euro (+3,1%) e con una incidenza dell&#8217;1,8% i prodotti farmaceutici con 85,642 milioni di euro (+5,5%) mentre gli apparecchi elettronici e i computer con 76.240 milioni di euro (+27,2%) costituiscono l&#8217;1,6%. I prodotti agricoli, della pesca e della silvicoltura con 59,458 milioni di euro e un aumento del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2011 hanno un&#8217;incidenza sul totale pari all&#8217;1,28%, seguono carta, stampa editoria con 48,935 milioni di euro (1,05%, e +21,7% rispetto al primo semestre 2011).<br \/>\n\u00a0<br \/>\nProspettive<br \/>\nUn governo marcatamente in linea con quanto fatto negli anni passati non sembra in grado di affrontare con risolutezza i problemi che principalmente affliggono l&#8217;economia russa: la corruzione, la scarsa difesa dei diritti di propriet\u00e0, la cattiva qualit\u00e0 del sistema giudiziario, le difficolt\u00e0 della concorrenza, per\u00f2 adotter\u00e0 un corso sostanzialmente prevedibile, proseguendo la lotta all&#8217;inflazione, la stabilit\u00e0 del bilancio grazie alla rendita petrolifera e una cauta via di riforme che non intacchino per\u00f2 le rendite di posizione delle grandi aziende russe, pubbliche o formalmente private. Si prospettano due principali scenari, che dipendono dall&#8217;evoluzione della crisi economica mondiale.<br \/>\n\u00a0<br \/>\n1 Se il resto del mondo (l&#8217;Europa e l&#8217;Asia, inclusa la Cina, in particolare) dovessero conoscere una recessione molto forte, per l&#8217;aggravarsi contemporaneo di pi\u00f9 elementi di difficolt\u00e0 (crisi dei debiti sovrani in Europa, recessione cinese, aggravamento dei problemi del bilancio americani), la Russia risentirebbe fortemente della situazione ed emergerebbero i punti deboli di un&#8217;economia che dipende molto dal prezzo delle materie prime e dove la popolazione ha visto, negli ultimi anni, un&#8217;improvvisa disponibilit\u00e0 di credito al consumo.<br \/>\n2 Se invece, la recessione mondiale sar\u00e0 pi\u00f9 rapida e indolore, la Russia se la caver\u00e0 probabilmente meglio di altri paesi, potendo approfittare di una situazione internazionale che mantiene comunque relativamente alti i prezzi del petrolio e del gas, su una crescente domanda interna, una forza lavoro educata e innovativa, e anche su un risveglio della produzione nazionale in determinati settori (auto e meccanica, ad esempio).<br \/>\nLe ipotesi pi\u00f9 accreditate sono che il paese continui a crescere stabilmente, ma su livelli lontani da quelli degli anni precedenti al 2008.<br \/>\n\u00a0<br \/>\n\u00a0<br \/>\n\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"ghostkit_customizer_options":"","ghostkit_custom_css":"","ghostkit_custom_js_head":"","ghostkit_custom_js_foot":"","ghostkit_typography":"","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-602","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notizie"],"acf":{"homepage_image":null},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L&#039;economia russa nel 2012 - Lazio International - Lazio Innova<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/2012\/10\/26\/leconomia-russa-nel-2012-1346\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L&#039;economia russa nel 2012 - Lazio International - Lazio Innova\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"In contrasto con la recessione che affligge molte economie dell&#039;Eurozona, la Russia registrer\u00e0 alla fine di quest&#039;anno una crescita stabile, anche se non sostenuta. Secondo il Fondo Monetario Internazionale l&#039;aumento del PIL dovrebbe attestarsi a +3,7% e, nel 2013, raggiungere il 3,8%. \u00a0 Il prezzo del petrolio si prevede al di sopra dei cento dollari a barile per questo e per i prossimi anni, ma in calo. In questo quadro, la crisi europea e mondiale dovrebbe trasmettersi attenuata alla Russia. Probabilmente a fine anno l&#039;inflazione sar\u00e0 sensibilmente pi\u00f9 elevata dell&#039;anno passato (sopra il 5%), ma molto inferiore ai livelli degli anni precedenti. Fra inflazione stabile, aumenti salariali, e un credito pi\u00f9 accessibile, \u00e8 cresciuto il potere d&#039;acquisto delle famiglie, che ne hanno approfittato per espandere i consumi. La Banca Centrale Russa potrebbe cercare di invertire la tendenza alla fuoriuscita di ingenti capitali stimolata dalla crisi internazionale, con un rialzo dei tassi d&#039;interesse (adesso fermi all&#039;8%). I tassi d&#039;interesse stanno comunque aumentando di fatto per famiglie e imprese. La riduzione della liquidit\u00e0 bancaria, il rialzo dei tassi interbancari, e un ridotto accesso al mercato internazionale dei capitali, hanno costretto le banche private russe a richiedere interessi pi\u00f9 alti gi\u00e0 dalla fine del 2011. \u00a0 Dopo le elezioni presidenziali, il presidente Putin ha nominato primo ministro il suo predecessore Dmitri Medvedev. Medvedev ha costruito un governo nel segno di una evidente continuit\u00e0. Il primo ministro ha annunciato ad agosto che la Russia non abbandoner\u00e0 tanto presto il sistema di controllo del cambio basato sul corridoio valutario (compreso fra i 31,65 e i 38,65 rubli per il paniere valutario). Questo per evitare che, come nella primavera 2012, il rublo si rivaluti eccessivamente e eroda i vantaggi degli esportatori (oppure, si svaluti eccessivamente creando problemi all&#039;indebitamento delle grandi aziende). Come l&#039;anno scorso, anche quest&#039;anno si prevede che il bilancio federale russo chiuda con un significativo surplus. Fra gennaio e giugno, l&#039;attivo ha raggiunto i 29 miliardi di euro. Il salario reale \u00e8 cresciuto nei primi sei mesi del 2012 dell&#039;11,3% rispetto all&#039;analogo periodo del 2011. Crescono anche le pensioni (che beneficiano in maniera evidente della frenata dell&#039;inflazione) e i redditi nel loro complesso. L&#039;indebitamente delle famiglie \u00e8 cresciuto due volte pi\u00f9 velocemente nel semestre che nell&#039;analogo periodo del 2011 e le spese per l&#039;acquisto di immobili sono cresciute del 18% nel primo semestre 2012 rispetto al primo semestre 2011. \u00a0     \u00a0     I mercati che sono cresciuti di pi\u00f9 nel primo semestre 2012 sono quello delle verdure fresche (+43,7%), degli apparecchi fotografici (+20,0%), dei computer (+16,6%), delle automobili (+16,9%), della frutta fresca (+11,0 %). Si potrebbe osservare che il consumatore russo si orienta, secondo le possibilit\u00e0 economiche, verso un modello di tipo nordeuropeo, concentrato su tecnologia e salutismo. In questo contesto prosegue il costante incremento delle importazioni (+3,6% nel primo semestre 2012) a quota 145,457 miliardi di dollari. L&#039;export, pari a 261,378 miliardi di dollari, \u00e8 cresciuto del 7,3%. La bilancia commerciale rimane comunque positiva per 115,9 miliardi di dollari. \u00a0 Nel periodo gennaio-luglio 2012 \u00e8 proseguita la crescita nella produzione di mezzi di trasporto (+21,4%), di minerali non metallici (+8,4%), di carta e cellulosa (+5,6%), di resine e plastiche (+5,3%), di impianti elettrici (+5,2%). In positivo \u00e8 anche la produzione di macchine e impianti (+3,0%), la lavorazione del legno (2,9%). Un aumento l&#039;hanno registrato la produzione di coke, petrolio e derivati (+2,1%) e quella dei prodotti chimici (1,8%). E&#039; scesa invece la produzione di tessili e abbigliamento (-4,8%) e quella di cuoio, pellami e calzature (-12,7%). Il tentativo di stimolare gli investimenti passa per le privatizzazioni. \u00a0 Si tratta del 100% delle azioni della SG-rans SpA, del 25,5% della Aviakompanja Sibir SpA, del 20% della Apatit Spa, del 100% della Arkhangel&#039;skij tralovyj flot SpA, del 25,5% della urmanskij morskoj torgovyj port SpA, del 100% della Permskij svinokompleks SpA, del 55% del Vaninskij morskoj torgovyj port SpA, del 25,1% della GK- 5 SpA e del 25,5% della senergostroj SpA. La politica di modernizzazione e stimolo agli investimenti privati si \u00e8 concretizzata anche in un piano di promozione della digitalizzazione e semplificazione nei servizi locali e nazionali. \u00a0 La principale realizzazione \u00e8 stata il portale Gosuslugi che permette di accedere on line a una vasta gamma di servizi ai cittadini e alle imprese. Con 61 milioni di utenti, la Russia \u00e8 gi\u00e0 il primo paese in Europa e, secondo il rapporto WebIndex pubblicato a settembre 2012, l&#039;importanza del web russo ha guadagnato 11 posizioni nel ranking mondiale (adesso \u00e8 al 31simo posto su 85 paesi, mentre l&#039;Italia \u00e8 al 23simo). Il governo si propone di raggiungere il 90-95% della popolazione con la banda larga entro il 2020. \u00a0     \u00a0     Gli investimenti esteri  Il rapporto annuale Doing Business 2012, che misura gli adempimenti burocratici necessari ad aprire un&#039;attivit\u00e0, conferma un giudizio piuttosto negativo sulla Russia (120 posto). Nella classifica regionale, le tre citt\u00e0 migliori per aprire un&#039;azienda sono Ulyanovsk, Saransk, e Vladikavkaz. Pietroburgo \u00e8 al 22 posto, trascinata in basso dalla difficolt\u00e0 di registrare le propriet\u00e0, mentre Mosca \u00e8 ultima, per via delle difficolt\u00e0 a costruire e degli adempimenti legati all&#039;elettricit\u00e0. Ciononostante il 3,5% degli investimenti mondiali si sono concentrati in Russia che oggi figura all&#039;ottavo posto fra i paesi pi\u00f9 attraenti per gli investimenti diretti esteri. La posizione della Russia nell&#039;indice di competitivit\u00e0 del World Economic Forum, peggiora e il paese scivola dal 63 al 66 posto su 142 paesi. Secondo il WEF, i punti critici rimangono le istituzioni, con il problema della corruzione, della protezione della propriet\u00e0 e della salute. Inoltre, molto negativamente sono giudicate l&#039;efficienza del mercato delle merci e dei capitali (rispettivamente 127 e 128 posto su 142). Anche le banche sono ritenute poco efficienti (129 posto su 142). Il paese rimane invece estremamente attraente per la dimensione del mercato: ha infatti l&#039;ottavo posto, superando l&#039;Italia (9). \u00a0 Interscambio commerciale  Secondo il Servizio federale delle Dogane russo nei primi 6 mesi 2012, il volume del commercio estero \u00e8 stato pari a 406,8 miliardi di dollari, cio\u00e8 il 5,9% in pi\u00f9 che nei primi 6 mesi del 2011: le esportazioni sono state pari a 261,337 miliardi di dollari (+7,3%) le importazioni sono state pari a 145,4 miliardi di dollari (+3,6%). \u00a0 Il saldo positivo della bilancia commerciale \u00e8 di 115,920 miliardi di dollari (nei primi 6 mesi 2011 il saldo era stato pari a 103,3 miliardi di dollari). Per quanto riguarda i rapporti commerciali con tutti i paesi esclusi quelli della Csi, nel primo semestre 2012 l&#039;interscambio \u00e8 stato pari a 349,7 miliardi di dollari (+7,6%). Con i soli paesi della Unione europea l&#039;interscambio \u00e8 stato pari a 200,434 miliardi di dollari, il 6,8% in pi\u00f9 che nel primo semestre 2011, e ha costituito il 49,3% dell&#039;intero interscambio della Russia. Sempre nei primi 6 mesi 2012, l&#039;esportazione della Russia nell&#039;Unione Europea \u00e8 stata pari a 139,934 miliardi di dollari (+8,2%) e l&#039;importazione \u00e8 stata pari a 60,500 miliardi di\u00a0dollari (+3,9%). In particolare l&#039;interscambio con l&#039;Italia nei primi sei mesi 2012 \u00e8 stato pari a 21.341,9 milioni di dollari, cio\u00e8 il 5,2% dell&#039;interscambio totale russo e il +3,4% rispetto ai valori del primo semestre 2011. La maggiore incidenza sulle esportazioni italiane in Russia nel primo semestre 2012 continuano ad averla i prodotti dell&#039;industria manifatturiera con il 98,1%, pari a 4.537,739 milioni di euro. 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Secondo il Fondo Monetario Internazionale l'aumento del PIL dovrebbe attestarsi a +3,7% e, nel 2013, raggiungere il 3,8%. \u00a0 Il prezzo del petrolio si prevede al di sopra dei cento dollari a barile per questo e per i prossimi anni, ma in calo. In questo quadro, la crisi europea e mondiale dovrebbe trasmettersi attenuata alla Russia. Probabilmente a fine anno l'inflazione sar\u00e0 sensibilmente pi\u00f9 elevata dell'anno passato (sopra il 5%), ma molto inferiore ai livelli degli anni precedenti. Fra inflazione stabile, aumenti salariali, e un credito pi\u00f9 accessibile, \u00e8 cresciuto il potere d'acquisto delle famiglie, che ne hanno approfittato per espandere i consumi. La Banca Centrale Russa potrebbe cercare di invertire la tendenza alla fuoriuscita di ingenti capitali stimolata dalla crisi internazionale, con un rialzo dei tassi d'interesse (adesso fermi all'8%). I tassi d'interesse stanno comunque aumentando di fatto per famiglie e imprese. La riduzione della liquidit\u00e0 bancaria, il rialzo dei tassi interbancari, e un ridotto accesso al mercato internazionale dei capitali, hanno costretto le banche private russe a richiedere interessi pi\u00f9 alti gi\u00e0 dalla fine del 2011. \u00a0 Dopo le elezioni presidenziali, il presidente Putin ha nominato primo ministro il suo predecessore Dmitri Medvedev. Medvedev ha costruito un governo nel segno di una evidente continuit\u00e0. Il primo ministro ha annunciato ad agosto che la Russia non abbandoner\u00e0 tanto presto il sistema di controllo del cambio basato sul corridoio valutario (compreso fra i 31,65 e i 38,65 rubli per il paniere valutario). Questo per evitare che, come nella primavera 2012, il rublo si rivaluti eccessivamente e eroda i vantaggi degli esportatori (oppure, si svaluti eccessivamente creando problemi all'indebitamento delle grandi aziende). Come l'anno scorso, anche quest'anno si prevede che il bilancio federale russo chiuda con un significativo surplus. Fra gennaio e giugno, l'attivo ha raggiunto i 29 miliardi di euro. Il salario reale \u00e8 cresciuto nei primi sei mesi del 2012 dell'11,3% rispetto all'analogo periodo del 2011. Crescono anche le pensioni (che beneficiano in maniera evidente della frenata dell'inflazione) e i redditi nel loro complesso. L'indebitamente delle famiglie \u00e8 cresciuto due volte pi\u00f9 velocemente nel semestre che nell'analogo periodo del 2011 e le spese per l'acquisto di immobili sono cresciute del 18% nel primo semestre 2012 rispetto al primo semestre 2011. \u00a0     \u00a0     I mercati che sono cresciuti di pi\u00f9 nel primo semestre 2012 sono quello delle verdure fresche (+43,7%), degli apparecchi fotografici (+20,0%), dei computer (+16,6%), delle automobili (+16,9%), della frutta fresca (+11,0 %). Si potrebbe osservare che il consumatore russo si orienta, secondo le possibilit\u00e0 economiche, verso un modello di tipo nordeuropeo, concentrato su tecnologia e salutismo. In questo contesto prosegue il costante incremento delle importazioni (+3,6% nel primo semestre 2012) a quota 145,457 miliardi di dollari. L'export, pari a 261,378 miliardi di dollari, \u00e8 cresciuto del 7,3%. La bilancia commerciale rimane comunque positiva per 115,9 miliardi di dollari. \u00a0 Nel periodo gennaio-luglio 2012 \u00e8 proseguita la crescita nella produzione di mezzi di trasporto (+21,4%), di minerali non metallici (+8,4%), di carta e cellulosa (+5,6%), di resine e plastiche (+5,3%), di impianti elettrici (+5,2%). In positivo \u00e8 anche la produzione di macchine e impianti (+3,0%), la lavorazione del legno (2,9%). Un aumento l'hanno registrato la produzione di coke, petrolio e derivati (+2,1%) e quella dei prodotti chimici (1,8%). E' scesa invece la produzione di tessili e abbigliamento (-4,8%) e quella di cuoio, pellami e calzature (-12,7%). Il tentativo di stimolare gli investimenti passa per le privatizzazioni. \u00a0 Si tratta del 100% delle azioni della SG-rans SpA, del 25,5% della Aviakompanja Sibir SpA, del 20% della Apatit Spa, del 100% della Arkhangel'skij tralovyj flot SpA, del 25,5% della urmanskij morskoj torgovyj port SpA, del 100% della Permskij svinokompleks SpA, del 55% del Vaninskij morskoj torgovyj port SpA, del 25,1% della GK- 5 SpA e del 25,5% della senergostroj SpA. La politica di modernizzazione e stimolo agli investimenti privati si \u00e8 concretizzata anche in un piano di promozione della digitalizzazione e semplificazione nei servizi locali e nazionali. \u00a0 La principale realizzazione \u00e8 stata il portale Gosuslugi che permette di accedere on line a una vasta gamma di servizi ai cittadini e alle imprese. Con 61 milioni di utenti, la Russia \u00e8 gi\u00e0 il primo paese in Europa e, secondo il rapporto WebIndex pubblicato a settembre 2012, l'importanza del web russo ha guadagnato 11 posizioni nel ranking mondiale (adesso \u00e8 al 31simo posto su 85 paesi, mentre l'Italia \u00e8 al 23simo). Il governo si propone di raggiungere il 90-95% della popolazione con la banda larga entro il 2020. \u00a0     \u00a0     Gli investimenti esteri  Il rapporto annuale Doing Business 2012, che misura gli adempimenti burocratici necessari ad aprire un'attivit\u00e0, conferma un giudizio piuttosto negativo sulla Russia (120 posto). Nella classifica regionale, le tre citt\u00e0 migliori per aprire un'azienda sono Ulyanovsk, Saransk, e Vladikavkaz. Pietroburgo \u00e8 al 22 posto, trascinata in basso dalla difficolt\u00e0 di registrare le propriet\u00e0, mentre Mosca \u00e8 ultima, per via delle difficolt\u00e0 a costruire e degli adempimenti legati all'elettricit\u00e0. Ciononostante il 3,5% degli investimenti mondiali si sono concentrati in Russia che oggi figura all'ottavo posto fra i paesi pi\u00f9 attraenti per gli investimenti diretti esteri. La posizione della Russia nell'indice di competitivit\u00e0 del World Economic Forum, peggiora e il paese scivola dal 63 al 66 posto su 142 paesi. Secondo il WEF, i punti critici rimangono le istituzioni, con il problema della corruzione, della protezione della propriet\u00e0 e della salute. Inoltre, molto negativamente sono giudicate l'efficienza del mercato delle merci e dei capitali (rispettivamente 127 e 128 posto su 142). Anche le banche sono ritenute poco efficienti (129 posto su 142). Il paese rimane invece estremamente attraente per la dimensione del mercato: ha infatti l'ottavo posto, superando l'Italia (9). \u00a0 Interscambio commerciale  Secondo il Servizio federale delle Dogane russo nei primi 6 mesi 2012, il volume del commercio estero \u00e8 stato pari a 406,8 miliardi di dollari, cio\u00e8 il 5,9% in pi\u00f9 che nei primi 6 mesi del 2011: le esportazioni sono state pari a 261,337 miliardi di dollari (+7,3%) le importazioni sono state pari a 145,4 miliardi di dollari (+3,6%). \u00a0 Il saldo positivo della bilancia commerciale \u00e8 di 115,920 miliardi di dollari (nei primi 6 mesi 2011 il saldo era stato pari a 103,3 miliardi di dollari). Per quanto riguarda i rapporti commerciali con tutti i paesi esclusi quelli della Csi, nel primo semestre 2012 l'interscambio \u00e8 stato pari a 349,7 miliardi di dollari (+7,6%). Con i soli paesi della Unione europea l'interscambio \u00e8 stato pari a 200,434 miliardi di dollari, il 6,8% in pi\u00f9 che nel primo semestre 2011, e ha costituito il 49,3% dell'intero interscambio della Russia. Sempre nei primi 6 mesi 2012, l'esportazione della Russia nell'Unione Europea \u00e8 stata pari a 139,934 miliardi di dollari (+8,2%) e l'importazione \u00e8 stata pari a 60,500 miliardi di\u00a0dollari (+3,9%). In particolare l'interscambio con l'Italia nei primi sei mesi 2012 \u00e8 stato pari a 21.341,9 milioni di dollari, cio\u00e8 il 5,2% dell'interscambio totale russo e il +3,4% rispetto ai valori del primo semestre 2011. La maggiore incidenza sulle esportazioni italiane in Russia nel primo semestre 2012 continuano ad averla i prodotti dell'industria manifatturiera con il 98,1%, pari a 4.537,739 milioni di euro. Le esportazioni di macchine e macchinari con 1.311,038 milioni di euro (+8,9% rispetto al primo semestre 2011) hanno una incidenza sul totale dell'export italiano pari al 28,3% e sono la prima voce. I prodotti tessili, abbigliamento, cuoio e accessori con 1.013,926 milioni di euro (+14,4%) rappresentano la seconda voce con il 21,9% percento. Nello specifico i prodotti dell'industria tessile e dell'abbigliamento con 655,070 milioni di euro costituiscono il 14,1% (+13,6%), gli articoli in pelle (escluso l'abbigliamento), con 358,855 milioni di euro, costituiscono il 7,7% del totale export italiano (+15,9%). Vengono poi le esportazioni di metalli e prodotti in metallo, con 303,824 milioni di euro e un'incidenza del 6,5% (+2,3%), quelle di mezzi di trasporto con 300,297 milioni di euro e un'incidenza del 6,9% (rispetto al primo semestre 2011 sono cresciute dell'11,5%), e quelle di mobili pari a 282,103 milioni di euro (+7,6%) con un'incidenza del 6 percento. L'esportazione di apparecchi elettrici di precisione con 277,442 milioni di euro (-6,5%) e una incidenza del 5,9% \u00e8 la quinta voce, seguita da quella di prodotti chimici pari a 245,760 milioni di euro (+16,1%) e un'incidenza del 5,3 percento. Gli articoli in gomma, plastica e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi pari a 236,965 milioni di euro (+8%) costituiscono il 5,12% del totale export italiano. I prodotti alimentari, bevande e tabacco con 215,308 milioni di euro hanno un'incidenza del 4,6% (+9,8% rispetto allo stesso periodo del 2011), nella fattispecie l'esportazione di soli prodotti alimentari \u00e8 stata pari a 160,761 milioni di euro con una incidenza del 3,47% e un aumento rispetto al primo semestre 2011 del 19%, quella di bevande \u00e8 stata pari a 54,547 milioni di euro con una incidenza del 1,17% e una diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2011 del 10%. Vengono poi con il 2% del totale le altre attivit\u00e0 manifatturiere (escluso i mobili) con 96,749 milioni di euro (+3,1%) e con una incidenza dell'1,8% i prodotti farmaceutici con 85,642 milioni di euro (+5,5%) mentre gli apparecchi elettronici e i computer con 76.240 milioni di euro (+27,2%) costituiscono l'1,6%. I prodotti agricoli, della pesca e della silvicoltura con 59,458 milioni di euro e un aumento del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2011 hanno un'incidenza sul totale pari all'1,28%, seguono carta, stampa editoria con 48,935 milioni di euro (1,05%, e +21,7% rispetto al primo semestre 2011). \u00a0 Prospettive  Un governo marcatamente in linea con quanto fatto negli anni passati non sembra in grado di affrontare con risolutezza i problemi che principalmente affliggono l'economia russa: la corruzione, la scarsa difesa dei diritti di propriet\u00e0, la cattiva qualit\u00e0 del sistema giudiziario, le difficolt\u00e0 della concorrenza, per\u00f2 adotter\u00e0 un corso sostanzialmente prevedibile, proseguendo la lotta all'inflazione, la stabilit\u00e0 del bilancio grazie alla rendita petrolifera e una cauta via di riforme che non intacchino per\u00f2 le rendite di posizione delle grandi aziende russe, pubbliche o formalmente private. Si prospettano due principali scenari, che dipendono dall'evoluzione della crisi economica mondiale. \u00a0 1 Se il resto del mondo (l'Europa e l'Asia, inclusa la Cina, in particolare) dovessero conoscere una recessione molto forte, per l'aggravarsi contemporaneo di pi\u00f9 elementi di difficolt\u00e0 (crisi dei debiti sovrani in Europa, recessione cinese, aggravamento dei problemi del bilancio americani), la Russia risentirebbe fortemente della situazione ed emergerebbero i punti deboli di un'economia che dipende molto dal prezzo delle materie prime e dove la popolazione ha visto, negli ultimi anni, un'improvvisa disponibilit\u00e0 di credito al consumo. 2 Se invece, la recessione mondiale sar\u00e0 pi\u00f9 rapida e indolore, la Russia se la caver\u00e0 probabilmente meglio di altri paesi, potendo approfittare di una situazione internazionale che mantiene comunque relativamente alti i prezzi del petrolio e del gas, su una crescente domanda interna, una forza lavoro educata e innovativa, e anche su un risveglio della produzione nazionale in determinati settori (auto e meccanica, ad esempio). Le ipotesi pi\u00f9 accreditate sono che il paese continui a crescere stabilmente, ma su livelli lontani da quelli degli anni precedenti al 2008. \u00a0 \u00a0 \u00a0","og_url":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/2012\/10\/26\/leconomia-russa-nel-2012-1346\/","og_site_name":"Lazio International - Lazio Innova","article_published_time":"2012-10-26T05:28:18+00:00","author":"admin","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"admin","Tempo di lettura stimato":"8 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/2012\/10\/26\/leconomia-russa-nel-2012-1346\/","url":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/2012\/10\/26\/leconomia-russa-nel-2012-1346\/","name":"L'economia russa nel 2012 - Lazio International - Lazio Innova","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/#website"},"datePublished":"2012-10-26T05:28:18+00:00","dateModified":"2012-10-26T05:28:18+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/#\/schema\/person\/06ba1706377e84a989f9f274331c7d10"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/2012\/10\/26\/leconomia-russa-nel-2012-1346\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/2012\/10\/26\/leconomia-russa-nel-2012-1346\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/2012\/10\/26\/leconomia-russa-nel-2012-1346\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"L&#8217;economia russa nel 2012"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/#website","url":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/","name":"Lazio International - Lazio Innova","description":"Lazio Innova","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/#\/schema\/person\/06ba1706377e84a989f9f274331c7d10","name":"admin","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/336d582af371d335bff2670ac6c0a13c?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/336d582af371d335bff2670ac6c0a13c?s=96&d=mm&r=g","caption":"admin"},"sameAs":["http:\/\/www.laziointernational.it\/wp"],"url":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/author\/admin\/"}]}},"featured_image_src":null,"featured_image_src_square":null,"author_info":{"display_name":"admin","author_link":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/author\/admin\/"},"homepage_image":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/602","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=602"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/602\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=602"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=602"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=602"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}