{"id":668,"date":"2013-04-19T10:32:42","date_gmt":"2013-04-19T08:32:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.laziointernational.it\/2013\/04\/19\/ucraina-crescono-le-importazioni-di-ortofrutta-1423\/"},"modified":"2013-04-19T10:32:42","modified_gmt":"2013-04-19T08:32:42","slug":"ucraina-crescono-le-importazioni-di-ortofrutta-1423","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lazioinnova.it\/laziointernational\/2013\/04\/19\/ucraina-crescono-le-importazioni-di-ortofrutta-1423\/","title":{"rendered":"Ucraina: crescono le importazioni di ortofrutta"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 0.9em; line-height: 1.4;\">Secondo quanto riportato nella nota settoriale elaborata dall&#8217;Ufficio di Kiev dell&#8217;Agenzia ICE, le importazioni ucraine di ortofrutta sono in crescita. La quota media dell&#8217;Italia, sul totale delle importazioni, \u00e8 intorno al 12,4% e per alcuni prodotti si assesta anche su percentuali superiori, a cominciare dal kiwi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 0.9em; line-height: 1.4;\"><br \/><\/span><\/p>\n<p>L\u2019Ucraina \u00e8 il maggior produttore mondiale di semi di girasole e un produttore molto importante a livello globale di segale, orzo, colza, semi di soia. La superficie agricola destinata alla coltivazione degli ortaggi \u00e8 invece limitata, pari a circa 451 mila ettari (1,7% dei tutti terreni coltivabili del Paese). La superficie di frutteti e di vigne \u00e8 ancora minore.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Molti ortofrutticoli per motivi climatici non possono essere coltivati in Ucraina<\/strong>; il Paese dipende quindi dall\u2019estero. Vengono importati praticamente tutti i tipi di ortofrutticoli, in particolare quelli che non vengono coltivati in loco (agrumi, banane, kiwi, ecc.), o quelli che hanno un volume di produzione non soddisfacente rispetto alla domanda locale: uva, mela, albicocca, pesca, ecc.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Tenendo conto che &#8211; secondo dati del Ministero dell\u2019Agricoltura ucraino &#8211; il consumo pro-capite attuale degli ortofrutticoli in Ucraina \u00e8 ancora sensibilmente inferiore alla media dei paesi europei, si prevede una crescita di domanda e importazioni.<\/p>\n<p>Le statistiche evidenziano un trend di importazioni in crescita dai principali paesi produttori del Mediterraneo. La <strong>quota media dell`Italia<\/strong>, sul totale delle importazioni dei prodotti di interesse \u00e8 intorno al 12.4%, e per alcuni prodotti si assesta anche su percentuali superiori, a cominciare dal kiwi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>I principali paesi concorrenti sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Turchia (il 42% delle importazioni di agrumi in Ucraina, il 29% di uva, il 5% di pesca)<\/li>\n<li>Spagna (il 45% di pesca, il 14% di agrumi, il 10% di mela)<\/li>\n<li>Polonia (il 64% di mela)<\/li>\n<li>Grecia (il 38% di pesca, il 34% di kiwi)<\/li>\n<li>Iran (il 27% di uva),<\/li>\n<li>Egitto (il 18% di agrumi).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il Governo ha annunciato l\u2019obiettivo di <strong>potenziare le produzioni nazionali di frutta e verdure in serra<\/strong>. Nel 2012 la superficie di serre \u00e8 aumentata di 30 ettari, consentendo un aumento della produzione in serra del 12%, e ulteriori ampliamenti sono previsti nel 2013. Nel 2011 la superficie delle serre esistenti era pari a 3.168 ettari, prevalentemente dedicati alla coltivazione di <strong>pomodori e cetrioli<\/strong>.<\/p>\n<p>Le <strong>importazioni di serre<\/strong> ammontano, in base alle statistiche locali, a ca. 10 mln USD, in prevalenza di origine olandese.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Logistica e distribuzione<\/strong><\/p>\n<p>Tra le ragioni che determinano un&#8217;offerta inferiore alla domanda potenziale del paese di frutta e verdura, riveste particolare importanza la <strong>carenza di depositi refrigerati<\/strong> per la conservazione e una <strong>inefficiente catena logistica<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel 2010, l`Ucraina aveva una dotazione di circa 200.000 mq di depositi refrigerati, a fronte di un bisogno stimato in circa 700.000 mq (in Francia sono 10 milioni di mq, in Germania 16). Ci\u00f2 determina da un lato minori importazioni, dall`altro un enorme spreco della produzione interna, di cui si stima circa il 60% deperisca prima di essere venduto (e <strong>solo il 12% sarebbe movimentato appropriatamente<\/strong>).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L`efficienza nella logistica e distribuzione dovrebbe migliorare per effetto della ristrutturazione dell`apparato di mercati generali: a quelli operanti a Kiev, Lviv e Donetsk, dovrebbero aggiungersi quelli previsti a Odessa, Kherson, Zaporizhia e Mariupol.<\/p>\n<p><strong>Agricoltura biologica<\/strong><\/p>\n<p>Il numero di aziende agricole \u201corganic\u201d \u00e8 passato da 31 nel 2003, a 155 nei 2011, per una superficie di 270.320 ettari. Esse sono localizzate principalmente nei distretti di Odessa, Kherson, Poltava, Vinnytsia, Zakarpattia, Lviv, Ternopil, Khmelnitsky.<\/p>\n<p>Il <strong>consumo interno<\/strong> dei prodotti biologici in Ucraina ha iniziato a svilupparsi nel 2006 a tassi molti elevati, (si stima nel 2009: 1,2 mln. euro; 2010: \u20ac 2,4 mln, e nel 2011: 5,1 milioni). Lo sviluppo della produzione biologica \u00e8 rallentato dall\u2019ancora incompleto quadro giuridico e normativo, per cui non esistono le condizioni per il riconoscimento giuridico e la tutela dei prodotti biologici, n\u00e9 un sistema di certificazione nazionale.<\/p>\n<p>Il 21 aprile 2011 \u00e8 stata adottata la legge &#8220;per la produzione biologica&#8221;, con effetti dal 1 gennaio 2012. Tuttavia, il Presidente Yanukovych ne ha respinto l`adozione, mantenendo l`attuale <strong>vuoto normativo<\/strong>. Di conseguenza, i produttori nazionali ricorrono a standard e certificazioni straniere, prevalentemente di ispirazione europea.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Documenti di trasporto<\/strong><\/p>\n<p>I seguenti documenti devono essere presentati alle autorit\u00e0 doganali per lo sdoganamento delle merci all\u2019import:<\/p>\n<ul>\n<li>dichiarazione doganale<\/li>\n<li>documenti di trasporto (CIM, Bill of Loading, Air Waybill, ecc.)<\/li>\n<li>contratto<\/li>\n<li>fattura (invoice) o altro documento che conferma il costo della merce<\/li>\n<li>certificato fitosanitario<\/li>\n<li>altri documenti nei casi particolari previsti dalla legislazione vigente.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Secondo la normativa ucraina, lo sdoganamento viene effettuato dall\u2019importatore &#8211; persona giuridica ucraina. Poich\u00e8 la normativa locale \u00e8 molto complicata e variabile \u00e8 consigliabile che l\u2019importatore locale contatti in anticipo la dogana regionale dove si sdoganer\u00e0 la merce per ottenere tutte le informazioni del caso.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il Cliente locale (importatore) deve ottenere in anticipo l\u2019autorizzazione presso <a href=\"http:\/\/golovderzhkarantyn.gov.ua\/\" target=\"_blank\">l\u2019Ispezione sulla quarantena delle piante<\/a> sulla base del certificato fitosanitario rilasciato dal Servizio Statale di Quarantena del Paese-esportatore e del contratto con la ditta italiana che invia le merci.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>I dazi doganali variano dallo 0 al 20%: informazioni sono disponibili presso il sito dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.wto.org\/english\/thewto_e\/acc_e\/completeacc_e.htm#ukr\" target=\"_blank\">OMC<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Fonte: Ufficio dell&#8217;Agenzia ICE di Kiev<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.newsmercati.it\/\">www.newsmercati.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo quanto riportato nella nota settoriale elaborata dall&#8217;Ufficio di Kiev dell&#8217;Agenzia ICE, le importazioni ucraine di ortofrutta sono in crescita. 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Vengono importati praticamente tutti i tipi di ortofrutticoli, in particolare quelli che non vengono coltivati in loco (agrumi, banane, kiwi, ecc.), o quelli che hanno un volume di produzione non soddisfacente rispetto alla domanda locale: uva, mela, albicocca, pesca, ecc.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nTenendo conto che &#8211; secondo dati del Ministero dell\u2019Agricoltura ucraino &#8211; il consumo pro-capite attuale degli ortofrutticoli in Ucraina \u00e8 ancora sensibilmente inferiore alla media dei paesi europei, si prevede una crescita di domanda e importazioni.<br \/>\nLe statistiche evidenziano un trend di importazioni in crescita dai principali paesi produttori del Mediterraneo. La quota media dell`Italia, sul totale delle importazioni dei prodotti di interesse \u00e8 intorno al 12.4%, e per alcuni prodotti si assesta anche su percentuali superiori, a cominciare dal kiwi.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nI principali paesi concorrenti sono:<\/p>\n<p>Turchia (il 42% delle importazioni di agrumi in Ucraina, il 29% di uva, il 5% di pesca)<br \/>\nSpagna (il 45% di pesca, il 14% di agrumi, il 10% di mela)<br \/>\nPolonia (il 64% di mela)<br \/>\nGrecia (il 38% di pesca, il 34% di kiwi)<br \/>\nIran (il 27% di uva),<br \/>\nEgitto (il 18% di agrumi).<\/p>\n<p>Il Governo ha annunciato l\u2019obiettivo di potenziare le produzioni nazionali di frutta e verdure in serra. Nel 2012 la superficie di serre \u00e8 aumentata di 30 ettari, consentendo un aumento della produzione in serra del 12%, e ulteriori ampliamenti sono previsti nel 2013. Nel 2011 la superficie delle serre esistenti era pari a 3.168 ettari, prevalentemente dedicati alla coltivazione di pomodori e cetrioli.<br \/>\nLe importazioni di serre ammontano, in base alle statistiche locali, a ca. 10 mln USD, in prevalenza di origine olandese.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nLogistica e distribuzione<br \/>\nTra le ragioni che determinano un&#8217;offerta inferiore alla domanda potenziale del paese di frutta e verdura, riveste particolare importanza la carenza di depositi refrigerati per la conservazione e una inefficiente catena logistica.<br \/>\nNel 2010, l`Ucraina aveva una dotazione di circa 200.000 mq di depositi refrigerati, a fronte di un bisogno stimato in circa 700.000 mq (in Francia sono 10 milioni di mq, in Germania 16). Ci\u00f2 determina da un lato minori importazioni, dall`altro un enorme spreco della produzione interna, di cui si stima circa il 60% deperisca prima di essere venduto (e solo il 12% sarebbe movimentato appropriatamente).<br \/>\n\u00a0<br \/>\nL`efficienza nella logistica e distribuzione dovrebbe migliorare per effetto della ristrutturazione dell`apparato di mercati generali: a quelli operanti a Kiev, Lviv e Donetsk, dovrebbero aggiungersi quelli previsti a Odessa, Kherson, Zaporizhia e Mariupol.<br \/>\nAgricoltura biologica<br \/>\nIl numero di aziende agricole \u201corganic\u201d \u00e8 passato da 31 nel 2003, a 155 nei 2011, per una superficie di 270.320 ettari. Esse sono localizzate principalmente nei distretti di Odessa, Kherson, Poltava, Vinnytsia, Zakarpattia, Lviv, Ternopil, Khmelnitsky.<br \/>\nIl consumo interno dei prodotti biologici in Ucraina ha iniziato a svilupparsi nel 2006 a tassi molti elevati, (si stima nel 2009: 1,2 mln. euro; 2010: \u20ac 2,4 mln, e nel 2011: 5,1 milioni). Lo sviluppo della produzione biologica \u00e8 rallentato dall\u2019ancora incompleto quadro giuridico e normativo, per cui non esistono le condizioni per il riconoscimento giuridico e la tutela dei prodotti biologici, n\u00e9 un sistema di certificazione nazionale.<br \/>\nIl 21 aprile 2011 \u00e8 stata adottata la legge &#8220;per la produzione biologica&#8221;, con effetti dal 1 gennaio 2012. Tuttavia, il Presidente Yanukovych ne ha respinto l`adozione, mantenendo l`attuale vuoto normativo. Di conseguenza, i produttori nazionali ricorrono a standard e certificazioni straniere, prevalentemente di ispirazione europea.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nDocumenti di trasporto<br \/>\nI seguenti documenti devono essere presentati alle autorit\u00e0 doganali per lo sdoganamento delle merci all\u2019import:<\/p>\n<p>dichiarazione doganale<br \/>\ndocumenti di trasporto (CIM, Bill of Loading, Air Waybill, ecc.)<br \/>\ncontratto<br \/>\nfattura (invoice) o altro documento che conferma il costo della merce<br \/>\ncertificato fitosanitario<br \/>\naltri documenti nei casi particolari previsti dalla legislazione vigente.<\/p>\n<p>Secondo la normativa ucraina, lo sdoganamento viene effettuato dall\u2019importatore &#8211; persona giuridica ucraina. 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Vengono importati praticamente tutti i tipi di ortofrutticoli, in particolare quelli che non vengono coltivati in loco (agrumi, banane, kiwi, ecc.), o quelli che hanno un volume di produzione non soddisfacente rispetto alla domanda locale: uva, mela, albicocca, pesca, ecc. \u00a0 Tenendo conto che - secondo dati del Ministero dell\u2019Agricoltura ucraino - il consumo pro-capite attuale degli ortofrutticoli in Ucraina \u00e8 ancora sensibilmente inferiore alla media dei paesi europei, si prevede una crescita di domanda e importazioni. Le statistiche evidenziano un trend di importazioni in crescita dai principali paesi produttori del Mediterraneo. La quota media dell`Italia, sul totale delle importazioni dei prodotti di interesse \u00e8 intorno al 12.4%, e per alcuni prodotti si assesta anche su percentuali superiori, a cominciare dal kiwi. \u00a0 I principali paesi concorrenti sono:  Turchia (il 42% delle importazioni di agrumi in Ucraina, il 29% di uva, il 5% di pesca) Spagna (il 45% di pesca, il 14% di agrumi, il 10% di mela) Polonia (il 64% di mela) Grecia (il 38% di pesca, il 34% di kiwi) Iran (il 27% di uva), Egitto (il 18% di agrumi).  Il Governo ha annunciato l\u2019obiettivo di potenziare le produzioni nazionali di frutta e verdure in serra. Nel 2012 la superficie di serre \u00e8 aumentata di 30 ettari, consentendo un aumento della produzione in serra del 12%, e ulteriori ampliamenti sono previsti nel 2013. Nel 2011 la superficie delle serre esistenti era pari a 3.168 ettari, prevalentemente dedicati alla coltivazione di pomodori e cetrioli. Le importazioni di serre ammontano, in base alle statistiche locali, a ca. 10 mln USD, in prevalenza di origine olandese. \u00a0 Logistica e distribuzione Tra le ragioni che determinano un&#039;offerta inferiore alla domanda potenziale del paese di frutta e verdura, riveste particolare importanza la carenza di depositi refrigerati per la conservazione e una inefficiente catena logistica. Nel 2010, l`Ucraina aveva una dotazione di circa 200.000 mq di depositi refrigerati, a fronte di un bisogno stimato in circa 700.000 mq (in Francia sono 10 milioni di mq, in Germania 16). Ci\u00f2 determina da un lato minori importazioni, dall`altro un enorme spreco della produzione interna, di cui si stima circa il 60% deperisca prima di essere venduto (e solo il 12% sarebbe movimentato appropriatamente). \u00a0 L`efficienza nella logistica e distribuzione dovrebbe migliorare per effetto della ristrutturazione dell`apparato di mercati generali: a quelli operanti a Kiev, Lviv e Donetsk, dovrebbero aggiungersi quelli previsti a Odessa, Kherson, Zaporizhia e Mariupol. Agricoltura biologica Il numero di aziende agricole \u201corganic\u201d \u00e8 passato da 31 nel 2003, a 155 nei 2011, per una superficie di 270.320 ettari. Esse sono localizzate principalmente nei distretti di Odessa, Kherson, Poltava, Vinnytsia, Zakarpattia, Lviv, Ternopil, Khmelnitsky. Il consumo interno dei prodotti biologici in Ucraina ha iniziato a svilupparsi nel 2006 a tassi molti elevati, (si stima nel 2009: 1,2 mln. euro; 2010: \u20ac 2,4 mln, e nel 2011: 5,1 milioni). 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La quota media dell'Italia, sul totale delle importazioni, \u00e8 intorno al 12,4% e per alcuni prodotti si assesta anche su percentuali superiori, a cominciare dal kiwi.   L\u2019Ucraina \u00e8 il maggior produttore mondiale di semi di girasole e un produttore molto importante a livello globale di segale, orzo, colza, semi di soia. La superficie agricola destinata alla coltivazione degli ortaggi \u00e8 invece limitata, pari a circa 451 mila ettari (1,7% dei tutti terreni coltivabili del Paese). La superficie di frutteti e di vigne \u00e8 ancora minore. \u00a0 Molti ortofrutticoli per motivi climatici non possono essere coltivati in Ucraina; il Paese dipende quindi dall\u2019estero. Vengono importati praticamente tutti i tipi di ortofrutticoli, in particolare quelli che non vengono coltivati in loco (agrumi, banane, kiwi, ecc.), o quelli che hanno un volume di produzione non soddisfacente rispetto alla domanda locale: uva, mela, albicocca, pesca, ecc. \u00a0 Tenendo conto che - secondo dati del Ministero dell\u2019Agricoltura ucraino - il consumo pro-capite attuale degli ortofrutticoli in Ucraina \u00e8 ancora sensibilmente inferiore alla media dei paesi europei, si prevede una crescita di domanda e importazioni. Le statistiche evidenziano un trend di importazioni in crescita dai principali paesi produttori del Mediterraneo. La quota media dell`Italia, sul totale delle importazioni dei prodotti di interesse \u00e8 intorno al 12.4%, e per alcuni prodotti si assesta anche su percentuali superiori, a cominciare dal kiwi. \u00a0 I principali paesi concorrenti sono:  Turchia (il 42% delle importazioni di agrumi in Ucraina, il 29% di uva, il 5% di pesca) Spagna (il 45% di pesca, il 14% di agrumi, il 10% di mela) Polonia (il 64% di mela) Grecia (il 38% di pesca, il 34% di kiwi) Iran (il 27% di uva), Egitto (il 18% di agrumi).  Il Governo ha annunciato l\u2019obiettivo di potenziare le produzioni nazionali di frutta e verdure in serra. Nel 2012 la superficie di serre \u00e8 aumentata di 30 ettari, consentendo un aumento della produzione in serra del 12%, e ulteriori ampliamenti sono previsti nel 2013. Nel 2011 la superficie delle serre esistenti era pari a 3.168 ettari, prevalentemente dedicati alla coltivazione di pomodori e cetrioli. Le importazioni di serre ammontano, in base alle statistiche locali, a ca. 10 mln USD, in prevalenza di origine olandese. \u00a0 Logistica e distribuzione Tra le ragioni che determinano un'offerta inferiore alla domanda potenziale del paese di frutta e verdura, riveste particolare importanza la carenza di depositi refrigerati per la conservazione e una inefficiente catena logistica. Nel 2010, l`Ucraina aveva una dotazione di circa 200.000 mq di depositi refrigerati, a fronte di un bisogno stimato in circa 700.000 mq (in Francia sono 10 milioni di mq, in Germania 16). Ci\u00f2 determina da un lato minori importazioni, dall`altro un enorme spreco della produzione interna, di cui si stima circa il 60% deperisca prima di essere venduto (e solo il 12% sarebbe movimentato appropriatamente). \u00a0 L`efficienza nella logistica e distribuzione dovrebbe migliorare per effetto della ristrutturazione dell`apparato di mercati generali: a quelli operanti a Kiev, Lviv e Donetsk, dovrebbero aggiungersi quelli previsti a Odessa, Kherson, Zaporizhia e Mariupol. Agricoltura biologica Il numero di aziende agricole \u201corganic\u201d \u00e8 passato da 31 nel 2003, a 155 nei 2011, per una superficie di 270.320 ettari. Esse sono localizzate principalmente nei distretti di Odessa, Kherson, Poltava, Vinnytsia, Zakarpattia, Lviv, Ternopil, Khmelnitsky. Il consumo interno dei prodotti biologici in Ucraina ha iniziato a svilupparsi nel 2006 a tassi molti elevati, (si stima nel 2009: 1,2 mln. euro; 2010: \u20ac 2,4 mln, e nel 2011: 5,1 milioni). Lo sviluppo della produzione biologica \u00e8 rallentato dall\u2019ancora incompleto quadro giuridico e normativo, per cui non esistono le condizioni per il riconoscimento giuridico e la tutela dei prodotti biologici, n\u00e9 un sistema di certificazione nazionale. Il 21 aprile 2011 \u00e8 stata adottata la legge \"per la produzione biologica\", con effetti dal 1 gennaio 2012. Tuttavia, il Presidente Yanukovych ne ha respinto l`adozione, mantenendo l`attuale vuoto normativo. Di conseguenza, i produttori nazionali ricorrono a standard e certificazioni straniere, prevalentemente di ispirazione europea. \u00a0 Documenti di trasporto I seguenti documenti devono essere presentati alle autorit\u00e0 doganali per lo sdoganamento delle merci all\u2019import:  dichiarazione doganale documenti di trasporto (CIM, Bill of Loading, Air Waybill, ecc.) contratto fattura (invoice) o altro documento che conferma il costo della merce certificato fitosanitario altri documenti nei casi particolari previsti dalla legislazione vigente.  Secondo la normativa ucraina, lo sdoganamento viene effettuato dall\u2019importatore - persona giuridica ucraina. Poich\u00e8 la normativa locale \u00e8 molto complicata e variabile \u00e8 consigliabile che l\u2019importatore locale contatti in anticipo la dogana regionale dove si sdoganer\u00e0 la merce per ottenere tutte le informazioni del caso. \u00a0 Il Cliente locale (importatore) deve ottenere in anticipo l\u2019autorizzazione presso l\u2019Ispezione sulla quarantena delle piante sulla base del certificato fitosanitario rilasciato dal Servizio Statale di Quarantena del Paese-esportatore e del contratto con la ditta italiana che invia le merci. \u00a0 I dazi doganali variano dallo 0 al 20%: informazioni sono disponibili presso il sito dell\u2019OMC. 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