La Regione Lazio premia 75 Gruppi di Ricerca

Premiati i vincitori del bando da 10 milioni per i gruppi di Ricerca. E parte il nuovo bando “Infrastrutture, Verso il Fraunhofer del Lazio”
La Regione Lazio premia 75 Gruppi di Ricerca

“Vogliamo diventare una grande Regione europea della conoscenza e dell’innovazione”. Con queste parole il vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio ha presentato l’evento di premiazione dei 75 progetti vincitori del bando regionale ‘Progetti gruppi di ricerca’, finanziati con 10 milioni di euro per il 100% dell’importo richiesto.

145 professori universitari, 278 ricercatori e tecnici, 97 assegnisti di ricerca, 12 borsisti, 31 tra laureandi, dottorandi e specializzandi. In tutto sono 563 i partecipanti ai 75 progetti, quasi per la metà rappresentati da donne.

99 le istituzioni scientifiche coinvolte, tra Dipartimenti universitari, laboratori, istituti e centri di ricerca: Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Tor Vergata, Università Roma Tre, Università degli Studi della Tuscia, Università di Cassino e del Lazio Meridionale, CNR, ENEA, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA). E ancora, l’IFO (Istituti Fisioterapici Ospitalieri), l’Istituto Superiore di Sanità, il Consorzio Interuniversitario “Istituto Nazionale Biostrutture Biosistemi”, l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e infine la Polizia di Stato attraverso il Servizio di Polizia Scientifica.

“Ricerca e scienza – ha proseguito Smeriglio – per la Regione non sono un sistema economico ma parlano anche del benessere delle persone e del miglioramento della loro qualità della vita. Il sapere è un valore, un bene comune prezioso che va difeso”.

Un percorso, quello del sostegno alla ricerca, “frutto di un processo partecipativo aperto che, attraverso numerosissimi contributi ricevuti da ricercatori di tutto il Lazio, ha coinvolto la comunità scientifica fin nei dettagli e nelle pieghe più minute della scrittura dell’avviso”.

“La Regione Lazio ha fatto sistema con la comunità scientifica, costruendo interventi per privilegiare il protagonismo diretto dei giovani cervelli, per testimoniare” – ha aggiunto il Presidente di Lazio Innova Paolo Orneli – “che dietro la ricerca ci sono donne e uomini che quotidianamente fanno innovazione e creano le condizioni per lo sviluppo, non solo delle loro università e dei centri di ricerca in cui operano ma anche delle imprese del Lazio, che possono beneficiare delle loro innovazioni”.



Fondi alla ricerca, innalzamento dei livelli occupazionali nel settore, trasferimento tecnologico delle conoscenze al mondo delle imprese, affinché la ricerca si trasformi in valore. Su questi 3 pilastri la Regione ha impostato il suo percorso per fare della conoscenza il vettore centrale nella trasformazione del modello di sviluppo del Lazio e del Paese.

Soprattutto i giovani. Orneli ha chiamato sul palco 4 giovani ricercatori di altrettanti Gruppi di ricerca che hanno raccontato la loro esperienza, di come la ricerca contribuisce a migliorare la vita delle persone e a creare sviluppo ma anche di come può diventare un lavoro. È il caso della giovane Olivia Demurtas, da pochi giorni assunta come ricercatrice a tempo indeterminato da ENEA. E non sarà la sola: l’Ente si accinge infatti ad assumere altri 150 ricercatori.

Nel percorso di sostegno regionale alla ricerca rientra anche il nuovo bando: “Infrastrutture per la ricerca. Verso il Fraunhofer del Lazio”. Altri 10 milioni di euro con cui la Regione Lazio intende sostenere il potenziamento delle infrastrutture di ricerca, individuate come prioritarie dal Programma nazionale per le infrastrutture di ricerca, con l’obiettivo di accrescere la competitività del proprio sistema della ricerca e la sua capacità di generare ricadute per il sistema industriale e imprenditoriale regionale nelle aree di specializzazione tecnologiche individuate dalla Smart Specialisation Strategy del Lazio.

A dimostrare la centralità della ricerca per le politiche della Regione Lazio ci sono i numeri: dal 2013 investimenti per oltre 140 milioni (senza considerare i 110 milioni del POR – asse Ricerca) per i progetti dei ricercatori, dei Dipartimenti o degli Organismi di Ricerca e altri 187 milioni di euro per finanziare il programma strategico triennale (2017-2019) per la ricerca e il trasferimento tecnologico.

Tra gli obiettivi centrati, è il caso di ricordare la vittoria della Regione Lazio del bando Enea per l’installazione presso il Centro di Frascati del progetto DTT: è la principale infrastruttura scientifica mondiale sulla futura produzione di energia elettrica, pulita e sicura, attraverso la fusione nucleare, con 500 milioni di investimenti europei e una previsione di 1.600 nuovi posti di lavoro. A questo si aggiunge la conferma di 41,7 milioni di euro di investimenti sul DTC (Distretto Tecnologico Culturale) con l’avvio del primo progetto “Centro di Eccellenza” per i Beni Culturali del Lazio, con 6 milioni di euro a favore di una aggregazione che coinvolge 5 Università del Lazio e tutti i maggiori Enti di ricerca nazionali.

Non meno importante è il secondo Intervento del DTC che prevede l’impiego di 23,2 milioni di euro per progetti di conservazione e fruizione del nostro patrimonio storico-archeologico e culturale, a cui vanno aggiunti i 14 milioni di euro per il bando “Progetti Strategici” che avrà una ricaduta non solo nel campo della Green economy e delle Scienze delle Vita ma anche nell’Aerospazio.


 

 


Premiazione Gruppi di ricerca e presentazione bando Infrastrutture per la ricerca

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